mercredi 27 janvier 2010

La nature des roches utilisées dans la construction des pyramides : l'analyse du minéralogiste et géologue italien Giovanni Battista Brocchi (début XIXe s.)

L'Italien Giovanni Battista Brocchi (1772-1826) était botaniste, minéralogiste et géologue. Il fut nommé membre de l'Institut des sciences, des lettres et des arts de Milan.
En sa qualité d'inspecteur des mines, il fut invité en Égypte, en 1825, par Méhémet Ali, pour y étudier un plan de prospection et exploitation minières.
Le texte ci-dessous est extrait de son Journal (Giornale delle ossservazioni fatte ne' viaggi in Egitto, nella Siria e nella Nubia).
En voici un survol, à l'attention de celles et ceux qui auraient quelque difficulté avec la langue italienne :
- Paul Lucas s'est trompé - c'est même un "grand menteur" ! - lorsqu'il affirme, contrairement à Niebuhr, que les pyramides étaient enduites de ciment ;
- l'auteur ne souhaite rien rajouter à tout ce qui a déjà été écrit sur la description de l'intérieur de la Grande Pyramide ; il relève seulement les dimensions imposantes des dalles de granite rose de la chambre au sarcophage ;
- "en un certain endroit, il y a un puits étroit et profond qui descend perpendiculairement. Caviglia y a pénétré et a trouvé qu'il donne, sous la base d'une [lire sans doute : de la] pyramide, sur une galerie horizontale. Cela vaudrait le coût de poursuivre ces recherches. Elles permettraient probablement de retrouver les galeries appelées par Diodore de Sicile Syringes [galeries tortueuses] : ce serait une importante découverte" ;
- le plafond d' "une grande chambre à laquelle on a accès par un couloir horizontal" [autrement dit : de la chambre de la Reine] est composé de grandes dalles de pierre, formant deux plans inclinés qui se rejoignent pour former un angle à leur point de contact : on voit la même configuration à l'extérieur de la Grande Pyramide au-dessus de la "porte d'entrée". "Cette observation n'a pas échappé à Pietro della Valle" ;
- contrairement à l'opinion de Caviglia, Brocchi croit qu'il est hors de doute que les pyramides servaient de tombeaux ;
- entre la Grande Pyramide et le Sphinx, on voit une assise de pierres noires basaltiques qui devaient former une espèce de muraille ou de soubassement. On trouve des débris de cette roche çà et là, épars sur le sol. C'est de la pierre "grunstein". On trouve une dalle, fabriquée à partir d'une telle pierre, ornant la galerie d'entrée de la pyramide ;
- l'auteur passe enfin en revue diverses opinions concernant la nature de la roche utilisée dans les pyramides. Puis il termine son inventaire en relevant que des tombeaux ont été naguère découverts par Caviglia dans la montagne du Moqattam où l'on voit des représentations de bœufs, de chèvres et de scènes de vie rurale :"Ce qui a le plus retenu mon attention, ajoute-t-il, ce furent certaines figures de danseurs, se tenant par la main, et exécutant, à en juger par leur attitude, de joyeuses cabrioles. Je ne pensais pas que les Égyptiens avaient de telles danses, car, à ce qu'on dit, leur tempérament était grave et mélancolique. Il semble que, dans ces tombes, furent ensevelies des personnes de quelque importance."



G.G.Brocchi (*)
Sei piramidi compongono il gruppo di Gizeh, tre delle quali sono picciole in confronto delle altre due. La più grande e quella di cui parlano tutti i viaggiatori è fabbricata a gradini con grossi massi di pietra, ma legati con un cemento composto di calce, di grani calcarei, e di rottami di mattoni. Paolo Lucas, che era un gran mentitore, dice che le piramidi erano spalmate di cemento, il che è negato da Niebuhr ; ma forse Lucas fu indotto in questo pensiero vedendo il cemento che è fra pietra e pietra, e di cui parla Niebhur. Quando consideriamo che il colosseo di Roma è un immenso edifizio di massi squadrati di pietra insieme connessi senza ombra di cemento, non potremo fare a meno di dire che, nell' innalzare simili moli, i Romani vincevano in maestria gli antichi egiziani, quantunque si esageri la perizia di questi ultimi.
Per non ridire cose già dette non parlerò dell'interno di questa piramide. Accennerò soltanto che recano veramente sorpresa le grandissime lastre di granito rosso, che costituiscono le pareti della camera del Sarcofago (1), e probabilmente il soffitto.
In una certa situazione havvi un pozzo stretto e profondo che scende perpendicolarmente. Il sig. Caviglia vi è penetrato, ed ha trovato che corrisponde sotto la base di una piramide con una galleria orizzontale. Sarebbe prezzo dell' opera di proseguire queste ricerche, poichè sarebbe probabile di rinvenire quei cunicoli chiamati da Diodoro Siculo Syringes, e sarebbe questa un' importante scoperta.
Generalmente il soffitto de' corridoi interni è piano, come lo è altresi quello della camera ; nulladimeno il soffitto della prima galleria, o corridore di ingresso, invece di formare angolo con le pareti, presenta in alcuni luoghi una curva che esibisce in certa guisa l'abbozzo di una volta arcuata. Più ancora : il soffitto di una grande camera, a cui si penetra per una galleria orizzontale, che è sotto a quella, a piano inclinato, che conduce nella stanza del Sarcofago, questo soffitto, dico, è composto di grandi lastre di pietra, che costituiscono due piani inclinati che si combaciano ad angolo nel punto del contatto, e presentano il rudimento di un arco a sesto acuto. La figura di questo arco scorgesi parimenti nell' esterno della piramide in alcuni massi che sono sopra la porta d'ingresso, incastrati nel massiccio della muraglia, osservazione che non isfuggì a Pietro della Valle.
Credo che non possa cadere in dubbio che questa piramide servisse come le altre ad uso di sepolcro, giacchè manifestamente lo indica il Sarcofago che è nella stanza maggiore. Il sig. Caviglia opina all' incontro che fosse un edifizio destinato alla celebra
zione de' misteri ; ma per penetrare si arrischiava di rompersi il collo pel piano inclinato di quelle gallerie, giacchè gli incavi fatti per puntellarvi i piedi sono stati in epoca moderna rozzamente praticati dagli Arabi per comodo dei curiosi che vogliono penetrare là entro.
Presso la piramide di cui parlo, cioè fra essa e la Sfinge, vedesi un assise di pietre nere basaltiche squadrate che dovevano formare una spezie di muraglia o di basamento, ed i rottami di questa roccia trovansi qua e là sparsi pel suolo. Essa è un grunstein composto di amfibola e di lamine, di feltspato, ed una lastra quadra di cotal pietra osservasi messa in opera nella galleria d'ingresso della piramide, come per adornamento. Essa ha una larga macchia di granito rosso, non altrimenti che i leoni che sono in Roma a piè delle scale del Campidoglio. Quanto poi alla roccia di cui sono costrutte così questa, come le altre contigue piramidi, è la solita calcaria grossolana che di frequente contiene discoliti, e lenticolari, ed in qualche pezzo ho altresì rinvenuto un nucleo di echino in forma di stampo di bodino.
Prossima a quella di cui parlo è un altra grande piramide, la cui apertura fu rinvenuta dal Belzoni e dietro di questa ne sta' un altra di mediocre mole, su cui si può salire fino alla cima per mezzo di que' gradini che scorgonsi parimenti sulla prima. Niebuhr pensa, attesa la grande disuguaglianza de' gradini, che l'intenzione dell' architetto non era punto che si montasse su questa piramide. Ma perché dunque l'apice è troncato ? Wilson (...) stranamente crede che la gran piramide fosse investita di massi di granito e di porfido, di cui non v'ha traccia. Erodoto dice bensì che la seconda piramide di Cephren era a basso investita di pietra etiopica variegata, che é il granito di Siene. Ma ora non vi è traccia di tale rivestitura. Scheggie di granito trovansi bensì in copia all'intorno di ambe le maggiori piramidi. Lord Valentia dice che le pareti della galleria d'ingresso sono vestite di marmo bianco levigato ; questo errore fu copiato da Maillet. Esse sono coperte della solita calcaria.

Tombeaux sur la colline du Muqattam (source : Description de l'Égypte)
Ne succede poscia un' altra più picciola. La roccia del suolo è una calcaria candida grossolana a grana minata terrosa, che io credo contenere del solfato di strontiana, il quale trovasi altresì nel monte Mokattan. In cotesta roccia sono qua e là scavate delle celle sepolcrali simili a quelle di Falari presso Roma le cui muraglie sono adorne di bassirilievi.

Alcune ne furono, non ha guari, scoperte dal sig. Caviglia, ove veggonsi effigiati bovi, capre e faccende villerecce ; ma ciò che sopra tutto fissò la mia attenzione furono certe figure di danzatori che, tenendosi per mano due a due, sono in atteggiamento di fare allegre capriole, balli che io non credeva essere usati dagli Egiziani, il cui temperamento, a quello che dicesi, era grave e malinconico. Sembra che in queste tombe fossero sepolte persone di qualche considerazione.
(1) Sopra la camera nel Sarcofago ve n'ha un'altra in cui penetrò il sig. Caviglia, ma che era già stata scoperta poco dopo il tempo di Niebhur. Il suo ingresso è nella muraglia a sinistra dell'imboccatura della galleria (glacis) che conduce in quella del Sarcofago ; ma all'altezza di ben trenta piedi dal suolo, di maniera che per penetrarvi farebbe d'uopo una scala. Quanto al pozzo ne parlano antichi viaggiatori, e se non m'inganno anche Maillet. E accennato da Wilson.
 (*) J'ai extrait ce portrait, sans copyright mentionné, du site bosgrafica.com. Mon courrier adressé au webmaster de ce site est resté sans réponse.

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